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Per i genitori

Imparare a leggere: la guida per i genitori

Quasi tutti i bambini italiani imparano a leggere in classe prima, tra i sei e i sette anni. Molti però arrivano a settembre già curiosi delle lettere, e i genitori si chiedono se e come aiutarli. Questa guida raccoglie quello che serve sapere, con le schede e i giochi di Sillabù da usare a casa.

A che età si impara a leggere

La lettura vera, quella in cui il bambino unisce i suoni e capisce la parola, di solito arriva in classe prima. Prima dei cinque anni non serve insegnarla: è più utile giocare con i suoni delle parole, le rime, le filastrocche. Tra i cinque e i sei anni, nell'ultimo anno della scuola dell'infanzia, molti bambini cominciano da soli a riconoscere qualche lettera e a chiedere «che cosa c'è scritto?»: è il momento giusto per giocare con le sillabe, senza fretta e senza compiti.

I segnali che il bambino è pronto

  • Riconosce che due parole fanno rima (CANE e PANE).
  • Sa dire con che suono comincia una parola, anche se non conosce ancora la lettera.
  • Battendo le mani divide una parola in pezzi: MA-TI-TA, tre colpi.
  • Si interessa alle scritte: insegne, scatole, il proprio nome.

Se questi segnali non ci sono ancora, va benissimo: si gioca con le parole e si aspetta qualche mese.

Perché partire dalle sillabe

In italiano si scrive quasi sempre come si parla e le parole sono fatte soprattutto di sillabe semplici, una consonante e una vocale. Per un bambino la sillaba MA è più facile della lettera M da sola, che non si può nemmeno pronunciare. È il metodo sillabico, quello che segue la maggior parte delle classi prime.

Come aiutarlo a casa, passo per passo

  1. Le vocali. A, E, I, O, U: si cercano all'inizio delle parole (A come APE) con le schede delle vocali.
  2. Una consonante alla volta. Si parte da quelle che si possono allungare, come la M: MMM-A fa MA. Le schede della M fanno leggere MA ME MI MO MU, poi le stesse sillabe dentro le parole.
  3. Le prime parole. Unendo due sillabe nascono le parole: MA-NO, LU-NA. Le parole bisillabe sono il primo traguardo.
  4. Parole più lunghe. Tre sillabe (MA-TI-TA), poi quattro, tenendo il dito sotto la sillaba che si sta leggendo.
  5. I suoni difficili. Solo dopo: CHE e CHI, GN, GLI, le doppie, i gruppi come TR e BR.

Pochi minuti al giorno valgono più di un'ora alla settimana. Meglio smettere quando il bambino ha ancora voglia.

Giochi per imparare a leggere

Il gioco toglie la paura di sbagliare. Tutti questi si stampano gratis:

Gli errori da evitare

  • Chiamare le lettere con il loro nome («emme», «elle»): confonde. Meglio il suono, MMM, LLL.
  • Correre. Una sillaba si tiene finché il bambino la riconosce senza esitare.
  • Fare il confronto con fratelli o compagni. Ogni bambino ha il suo passo.
  • Insegnare il corsivo troppo presto. Si comincia con lo stampato maiuscolo, il resto viene a scuola.

Quando chiedere aiuto

È normale che in classe prima la lettura sia lenta e piena di piccoli errori. Se però verso la fine dell'anno il bambino fa ancora molta fatica a unire le sillabe, parlane con le maestre: sanno come aiutarlo e, se serve, consigliano una valutazione. Un eventuale disturbo specifico della lettura (dislessia) si può diagnosticare di solito non prima della fine della classe seconda.

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