Il metodo sillabico, passo per passo
Il metodo sillabico insegna a leggere partendo dalle sillabe invece che dalle singole lettere. Il bambino non impara «emme», «a», ma direttamente il suono MA: una piccola unità che si sente, si pronuncia e si ritrova subito nelle parole (MA-NO, LU-NA).
Perché le sillabe
In italiano si scrive quasi sempre come si parla, e le parole sono fatte soprattutto di sillabe semplici, una consonante e una vocale. Per un bambino di cinque o sei anni la sillaba è più facile da afferrare della lettera isolata, che da sola spesso non si può nemmeno pronunciare: la P senza vocale è solo un soffio.
In che ordine
Si comincia dalle vocali, poi si aggiungono le consonanti che si possono allungare e che si sentono bene unite alla vocale (M, N, L, R, S, F, V), poi quelle che «scoppiano» (P, B, T, D) e infine la C e la G dure e la Z. Solo dopo arrivano i suoni difficili: C e G dolci, CHE e CHI, GHE e GHI, GN, GLI, SCE e SCI, QU. Le schede di Sillabù seguono questo ordine, una pagina per suono.
Come si lavora con una sillaba
- Ascoltare e ripetere. Si dice la sillaba, la si ripete, la si cerca all'inizio delle parole conosciute.
- Vedere. La sillaba scritta in grande, sempre in stampato maiuscolo, accanto a un disegno che la contiene.
- Riconoscere. Unire il disegno alla parola, trovare la sillaba dentro parole diverse.
- Scrivere. Completare le parole a cui manca una sillaba.
- Leggere. Leggere parole intere, prima di due sillabe e poi più lunghe.
Lo stampato maiuscolo
All'inizio si usa lo stampato maiuscolo: le lettere sono semplici, ben distinte e non si confondono tra loro (b, d, p e q in minuscolo si somigliano molto). Le schede usano un carattere disegnato apposta per chi impara a leggere.
Quanto tempo
Ogni bambino ha il suo passo. Una sillaba si può fermare per qualche giorno, finché il bambino la riconosce senza esitare; poi si passa alla successiva, tornando spesso indietro sulle precedenti con i giochi: tombola, memory, domino.